Da un batterio dell'Isola di Pasqua la cura per una malattia genetica rara
Lo studio di un gruppo di studiosi del network italiano di ricerca multidisciplinare CCM Italia: l'antibiotico (già noto) prodotto dal batterio di Rapa Nui sarebbe in grado di contrastare gli effetti della malfermazione cavernosa cerebrale (Ccm)
DALL'ISOLA
di Pasqua una cura per una malattia genetica rara. Un gruppo di
ricercatori del network italiano di ricerca multidisciplinare CCM
Italia,
ha dimostrato che il malfunzionamento di un meccanismo biologico che
normalmente serve a 'ripulire' le cellule, l'autofagia, è alla base
della malformazione cavernosa cerebrale (CCM), un'anomalia dei vasi
sanguigni del cervello che può causare attacchi epilettici, deficit
neurologici ed emorragie intracerebrali. Gli studiosi hanno scoperto
che un antibiotico prodotto da un batterio originario dell'Isola di
Pasqua è in grado di intervenire su questo processo per contrastare
le disfunzioni cellulari alla base della malattia: grazie a un
finanziamento della Fondazione Telethon potranno studiare se
effettivamente questo farmaco già noto possa diventare una terapia
efficace.
L'autofagia è un meccanismo di difesa contro l'accumulo di scarti cellulari che possono causare invecchiamento cellulare e numerosi processi patologici. Il team multicentrico di ricercatori italiani ha scoperto che il malfunzionamento dell'autofagia può essere causato da mutazioni dei tre geni CCM noti e svolge un ruolo cruciale nell'insorgenza delle malformazioni cavernose cerebrali favorendo la fragilità delle giunzioni tra le cellule che formano i capillari sanguigni cerebrali.
Nel corso del loro lavoro i ricercatori, inoltre, hanno dimostrato che l'antibiotico chiamato "Sirolimus" o "Rapamicina" prodotto da un batterio (lo "Streptomyces hygroscopicus") proveniente da un campione di terreno dell'Isola di Pasqua (Rapa Nui, da cui il nome Rapamicina), è in grado di ripristinare questo processo di ringiovanimento cellulare, contrastando così i meccanismi alla base della malattia. "Questo farmaco è già noto per i suoi effetti positivi sulla longevità cellulare e immunosoppressori, e utilizzato in clinica per terapie antirigetto in trapianti d'organo. Inoltre, è in fase di sperimentazione clinica per il trattamento di complesse anomalie vascolari nei bambini - spiega Saverio Marchi, ricercatore del Dipartimento di morfologia, chirurgia e medicina sperimentale dell'Università di Ferrara e primo autore dello studio - Ora apre la strada a possibili approcci terapeutici per il trattamento delle malformazioni cavernose cerebrali nell'uomo che potrebbero essere disponibili in tempi rapidi e a basso costo".
Il network italiano di ricerca multidisciplinare CCM Italia è nato nel 2011 nell'ambito di un progetto finanziato dalla Fondazione Telethon e coordinato dal professor Francesco Retta presso l'Università di Torino. La ricerca è stata coordinata dai professori Paolo Pinton e Retta, rispettivamente del Dipartimento di Morfologia, Chirurgia e Medicina Sperimentale dell'Università di Ferrara e del Dipartimento di Scienze Cliniche e Biologiche dell'Università di Torino, e i risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista scientificaEMBO Molecular Medicine.
L'autofagia è un meccanismo di difesa contro l'accumulo di scarti cellulari che possono causare invecchiamento cellulare e numerosi processi patologici. Il team multicentrico di ricercatori italiani ha scoperto che il malfunzionamento dell'autofagia può essere causato da mutazioni dei tre geni CCM noti e svolge un ruolo cruciale nell'insorgenza delle malformazioni cavernose cerebrali favorendo la fragilità delle giunzioni tra le cellule che formano i capillari sanguigni cerebrali.
Nel corso del loro lavoro i ricercatori, inoltre, hanno dimostrato che l'antibiotico chiamato "Sirolimus" o "Rapamicina" prodotto da un batterio (lo "Streptomyces hygroscopicus") proveniente da un campione di terreno dell'Isola di Pasqua (Rapa Nui, da cui il nome Rapamicina), è in grado di ripristinare questo processo di ringiovanimento cellulare, contrastando così i meccanismi alla base della malattia. "Questo farmaco è già noto per i suoi effetti positivi sulla longevità cellulare e immunosoppressori, e utilizzato in clinica per terapie antirigetto in trapianti d'organo. Inoltre, è in fase di sperimentazione clinica per il trattamento di complesse anomalie vascolari nei bambini - spiega Saverio Marchi, ricercatore del Dipartimento di morfologia, chirurgia e medicina sperimentale dell'Università di Ferrara e primo autore dello studio - Ora apre la strada a possibili approcci terapeutici per il trattamento delle malformazioni cavernose cerebrali nell'uomo che potrebbero essere disponibili in tempi rapidi e a basso costo".
Il network italiano di ricerca multidisciplinare CCM Italia è nato nel 2011 nell'ambito di un progetto finanziato dalla Fondazione Telethon e coordinato dal professor Francesco Retta presso l'Università di Torino. La ricerca è stata coordinata dai professori Paolo Pinton e Retta, rispettivamente del Dipartimento di Morfologia, Chirurgia e Medicina Sperimentale dell'Università di Ferrara e del Dipartimento di Scienze Cliniche e Biologiche dell'Università di Torino, e i risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista scientificaEMBO Molecular Medicine.
Da
RepubblicaSalute.it

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